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Frasi sulla severità

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Dai vignaiuoli, vini bianchi e rossi capaci, se bene vinificati, di cru. Son queste, terre di netta vocazione; assaggiane, o bianco o rosso, da uvaggi e da vitigno, il vino; netto lo senti il desiderio di selezioni migliori e di cure, quasi a volontà di sottrarsi ad anonime botti. Superbo fra tutti il Fiano, un vino bianco – se avrà leggi severe e vignaiuoli coscienti – di eccezionale avvenire (mi esalta quel marcato sentore di nocciola tostata).
#Frasi sul vino#Frasi sulla severità#Frasi sulla vendemmia
Un uomo con una gamba di legno avanzava lungo il corridoio dell'ospedale. Sulla trentina, basso ma di corporatura forte e atletica, indossava un completo grigio scuro e scarpe nere. Camminava a passo svelto, ma si capiva che era zoppo dalla leggera irregolarità dell'andatura: tap-tap, tap-tap. Il volto era contratto in un'espressione severa, come se stesse soffocando un'emozione profonda. Giunto in fondo al corridoio, si fermò davanti al banco delle infermiere. "Il tenente pilota Hoare?". L'infermiera alzò gli occhi da un registro. Era una ragazza graziosa con i capelli neri e parlava con la cadenza morbida della contea di Cork. "Lei è un parente?" chiese con un sorriso cordiale, ma il suo fascino non ebbe alcun effetto. "Il fratello" rispose il visitatore. "Che letto?" "L'ultimo a sinistra."
#Frasi sugli ospedali#Frasi sul fascino#Frasi sulla severità
Esistono paesi montuosi, e terreni secchi, sprovveduti di acque, ove le stagioni hanno un cammino, e dove i loro cambiamenti seguono leggi tutte particolari. Una natura severa comunica le sue dure impronte agli abitanti. Gli uomini vi sono grandi, e vigorosi: essi nascono tali; e tutte le circostanze sembrano avere per oggetto di apparecchiarli alle più aspre fatiche. Ma simili temperamenti producono costumi selvaggi, e nutriscono inclinazioni feroci.
#Frasi sulla severità#Frasi sulle impronte
È certo la primavera la stagione più triste dell'anno. Ondeggia, incespicante e trasognata tra la bianca severità dell'inverno e la focosa maestà dell'estate, come una "donzelletta" acerba che non è più vera bambina e non è ancora donna fatta. È ridotta, perciò, alle malfide risorse del doppio gioco. In certi giorni un baccanale di sole indora e accende tutte le cime e tutte le superfici, e un'improvvisa afosità simula ipocritamente la gialla offensiva del giugno. Ma poi, il giorno dopo, sipari di nuvolone seppiacee si calano sugli orizzonti come gramaglie, il vento settentrionale uggiola e morde, i piovaschi impazziscono in furori diluviali, i fiumi aprono brecce nelle ripe, sui monti si ammonta un'altra volta la neve, tardiva ed intempestiva, e le prime erbe dei prati, stupite e strapazzate, vorrebbero rientrare sotto la terra. Passata la furia boreale, tornano le giornate grigie e accidiose, con qualche golfo di azzurro che subito si richiude, le strade fradice e sudice, i muri bollati di gore umide, i fossi colmi d'acqua lotosa. Eppoi, in pochi meriggi, tutto s'asciuga, tutto s'infiamma, tutto arde, tutto si riscalda e ci s'accorge, con mortificante sorpresa, che la primavera è finita, senza aver potuto godere, meno che pochi istanti, le sue incantate e decantate meraviglie.
#Frasi sugli ipocriti#Frasi sull'erba#Frasi sull'inverno#Frasi sull'orizzonte#Frasi sulla severità#Frasi sulla sorpresa#Frasi sulle cime#Frasi sulle risorse#Frasi sullo stupore