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Ogni giorno al fianco di 1.800.000 Donne

Umberto Saba

Ho attraversato tutta la città.Poi ho salita un'erta,popolosa in principio, in là deserta,chiusa da un muricciolo:un cantuccio in cui solosiedo; e mi pare che dove esso terminatermini la città.Trieste ha una scontrosagrazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace,con gli occhi azzurri e mani troppo grandiper regalare un fiore;come un amorecon gelosia.Da quest'erta ogni chiesa, ogni sua viascopro, se mena all'ingombrata spiaggia,o alla collina cui, sulla sassosacima, una casa, l'ultima, s'aggrappa.Intornocircola ad ogni cosaun'aria strana, un'aria tormentosa,l'aria natia.La mia città che in ogni parte è viva,ha il cantuccio a me fatto, alla mia vitapensosa e schiva.
#Frasi sul deserto
Di Umberto Saba
Mi sono messo a giaceresotto le stelle,una di quelle notti che fanno dell’insonnia tetraun religioso piacere.Il mio guanciale è una pietra.Siede, a due passi, un cane.Siede immobile e guardasempre un punto, lontano.Sembra quasi che pensi,che sia degno di un rito,che nel suo corpo passino i silenzidell’infinito.Di sotto un cielo così turchino,di una notte così stellata,Giacobbe sognò la scalatad’angeli di tra il cielo e il suo guanciale,ch’era una pietra.In stelle innumerevoli il fanciullocontava la progenie sua a venire;in quel paese ove fuggiva l’iredel più forte Esaù,un impero incrollabile nel fioredella ricchezza per i figli suoi;e l’incubo del sogno era il Signoreche lottava con lui.
#Frasi sull'estate#Frasi sull'insonnia
Di Umberto Saba
Eran le sei del pomeriggio, un giornochiaro festivo. Dietro al Faro, in quelleparti ove s'ode beatamente il suonod'una squilla, la voce d'un fanciulloche gioca in pace intorno alle carcassedi vecchie navi, presso all'ampio maresolo seduto; io giunsi, se non erro,a un culmine del mio dolore umano.Tra i sassi che prendevo per lanciarenell'onda (ed una galleggiante traveera il bersaglio), un coccio ho rinvenuto,un bel coccio marrone, un tempo gaiautile forma nella cucinetta,con le finestre aperte al sole e al verdedella collina. E fino a questo un uomopuò assomigliarsi, angosciosamente.Passò una barca con la vela gialla,che di giallo tingeva il mare sotto;e il silenzio era estremo. Io della mortenon desiderio provai, ma vergognadi non averla ancora unica eletta,d'amare più di lei io qualche cosache sulla superficie della terrasi muove, e illude col soave viso.
#Frasi sui sassi#Frasi sul mare
Di Umberto Saba
La mia bambina con la palla in mano,con gli occhi grandi colore del cieloe dell’estiva vesticciola: "Babbo- mi disse - voglio uscire oggi con te"Ed io pensavo: Di tante parvenzeche s’ammirano al mondo, io ben so a qualiposso la mia bambina assomigliare.Certo alla schiuma, alla marina schiumache sull'onde biancheggia, a quella sciach’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;anche alle nubi, insensibili nubiche si fanno e disfanno in chiaro cielo;e ad altre cose leggere e vaganti.
Di Umberto Saba