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Ogni giorno al fianco di 1.800.000 Donne

Sylvia Plath

Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti.Qualunque cosa io veda subito l'inghiottiscotale e quale senza ombre di amore o disgusto.Io non sono crudele, ma soltanto veritiero -quadrangolare occhio di un piccolo iddio.Il più del tempo riflettosulla parete di fronte.È rosa, macchiettata. Ormai da tanto tempo la guardo che la sentoun pezzo del mio cuore. Ma lei c'è e non c'è.Visi e oscurità continuamente si separano.Adesso io sono un lago. Su me si china una donnacercando in me di scoprire quella che lei è realmente.Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna.Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.Sono importante per lei. Anche lei viene e va.Ogni mattina il suo viso si alterna all'oscurità.In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontrogiorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso.
#Frasi sui laghi#Frasi sull'oscurità#Frasi sulle candele
L'ho rifatto.Un anno ogni dieciCi riesco -Una specie di miracolo ambulante, la mia pelleSplendente come un paralume Nazi,Un fermacarte il mioPiede destro,La mia faccia un anonimo, perfettoLino ebraico.Via il drappo,o mio nemico!Faccio forse paura? -Il naso, le occhiaie, la chiostra dei denti?Il fiato puzzolenteIn un giorno svanirà.Presto, ben presto la carneChe il sepolcro ha mangiato si saràAbituata a mee io sarò una donna che sorride.Non ho che trent'anni.E come il gatto ho nove vite da morire.Questa è la numero tre.Quale ciarpameDa far fuori ogni decennio.Che miriade di filamenti.La folla sgranocchiante nocciolineSi accalca per vedereChe mi sbendano mano e piede -Il grande spogliarello.Signori e signore, ecco quiLe mie mani,i miei ginocchi.Sarò anche pelle e ossa,Ma pure sono la stessa identica donna.La prima volta successe che avevo dieci anni.Fu un incidente.Ma la seconda volta ero decisaa insistere, a non recedere assolutamente.Mi dondolavo chiusaCome conchiglia.Dovettero chiamare e chiamaree staccarmi via i vermi come perle appiccicose.Morireè un'arte, come ogni altra cosa.Io lo faccio in modo eccezionale.Io lo faccio che sembra come inferno.Io lo faccio che sembra reale.Ammettete che ho la vocazione.È facile abbastanza da farlo in una cella.È facile abbastanza farlo e starsene lì.È il teatraleRitorno in pieno giornoa un posto uguale, uguale viso, ugualeUrlo divertito e animale:"Miracolo!"È questo che mi ammazza.C'è un prezzo da pagarePer spiareLe mie cicatrici, per auscultareIl mio cuore - eh sì, batte.E c'è un prezzo, un prezzo molto caro,Per una toccatina, una parola,o un po' del mio sangueo di capelli o un filo dei miei vestiti.Eh sì, Herr Doktor.Eh sì, Herr Nemico.Sono il vostro opus magnum.Sono il vostro gioiello,Creatura d'oro puroChe a uno strillo si liquefà.Io mi rigiro e brucio.Non crediate che io sottovaluti le vostre ansietà.Cenere, cenere -Voi attizzate e frugate.Carne, ossa, non ne trovate -Un pezzo di sapone,Una fede nuziale,Una protesi dentale.Herr Dio, Herr Lucifero,Attento.Attento.Dalla cenere io rivengoCon le mie rosse chiomee mangio uomini come aria di vento.
#Frasi sul fiato
Di Sylvia Plath
Prima di tutto ce li hai i requisiti?Ce l'haiun occhio di vetro, denti finti o una gruccia,un tirante o un uncino,seni di gomma, inguine di gomma,rattoppi a qualcosa che manca? Ahno? E allora che mai possiamo darti?Smetti di piangere.Apri la mano.Vuota? Vuota. Ma ecco una manoche la riempie, dispostaa porgere tazze di tè e sgominare emicranie,e a fare ogni cosa che gli dirai.La vorresti sposare?È garantita,ti tapperà gli occhi alla fine della vitae del dolore.Con quel sale ci rinnoviamo le scorte.Vedo che sei nuda come un verme.Che te ne pare di questo vestito-Un po' rigido e nero, ma niente male.Lo vorresti sposare?È impermeabile, infrantumabile, abilecontro il fuoco e imbombardabile.Credi a me, ti ci farai sotterrare.E adesso, scusa, hai vuota la testa.Ho la cosa che fa per te.Su, su, carina, esci fuori dal guscio.Ecco ti piace questa?Nuda per cominciare come una pagina biancama in venticinqu'anni d'argento,d'oro in cinquanta, potrà diventare.Una bambola viva, sotto ogni aspetto.Sa cucire, sa cucinare,sa parlare, parlare, parlare.E funziona, non ha una magagna.Qua c'è un buco, che è una manna.Qua un occhio, una vera visione.Ragazzo mio, è l'ultima occasione.La vorresti sposare, sposare, sposare?
#Frasi sulle bambole
Di Sylvia Plath
La donna ora è perfettaIl suo corpomorto ha il sorriso della compiutezza,l'illusione di una necessità grecafluisce nei volumi della sua toga,i suoi piedinudi sembrano dire:Siamo arrivati fin qui, è finita.I bambini morti si sono acciambellati,ciascuno, bianco serpente,presso la sua piccola brocca di latte, ora vuota.Lei li ha raccoltidi nuovo nel suo corpo come i petalidi una rosa si chiudono quando il giardinos'irrigidisce e sanguinano i profumidalle dolci gole profonde del fiore notturno.La luna, spettatrice nel suo cappuccio d'osso,non ha motivo di essere triste.È abituata a queste cose.I suoi neri crepitano e tirano.
#Frasi sui serpenti#Frasi sul latte#Frasi sul sanguinare#Frasi sulla donna
Di Sylvia Plath
Non è facile dire il cambiamento che operasti.Se adesso sono viva, allora ero mortaanche se, come una pietra, non me ne curavoe me ne stavo dov'ero per abitudine.Tu non ti limitasti a spingermi un po' col piede, no-e lasciare che rivolgessi il mio piccolo occhio nudodi nuovo verso il cielo, senza speranza, è ovvio, di comprendere l'azzurro, o le stelle.Non fu questo. Diciamo che ho dormito: un serpentemascherato da sasso nero tra i sassi neri nel bianco iato dell'inverno-come i miei vicini, senza trarre alcun piaceredai milioni di guance perfettamente cesellateche si posavano a ogni istante per scioglierela mia guancia di basalto. Si mutavano in lacrime,angeli piangenti su nature spente,Ma non mi convincevano. Quelle lacrime gelavano.Ogni testa morta aveva una visiera di ghiaccio.E io continuavo a dormire come un dito ripiegato.La prima cosa che vidi fu l'aria, aria trasparente,e le gocce prigioniere che si levavano in rugiadalimpide come spiriti. Tutt'intorno giacevano moltepietre stolide e inespressive,Io guardavo e non capivo.Con un brillio di scaglie di mica, mi svolsiper riversarmi fuori come un liquidotra le zampe d'uccello e gli steli delle pianteNon m'ingannai. Ti riconobbi all'istante.Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.Da pietra a nuvola, e così salii in lato.Ora assomiglio a una specie di dioe fluttuo per l’aria nella mia veste d'animapura come una lastra di ghiaccio. È un dono.
#Frasi sui serpenti#Frasi sulla trasparenza#Frasi sulle guance#Frasi sulle scintille
Di Sylvia Plath
I tulipani sono troppo eccitabili, è inverno qui,guarda quanto ogni cosa sia bianca, quieta e innevata.Imparo la pace, mentre si posa quieta a me vicinacome la luce su questi muri bianchi, questo letto, queste mani.Non sono nessuno; niente a che fare con le esplosioni.Ho dato il mio nome e i vestiti alle infermierela mia storia all'anestesista e il mio corpo ai chirurghi.Hanno appoggiato la mia testa tra cuscino e bordo del lenzuolocome un occhio fra palpebre bianche che non si chiuderanno.Stupida pupilla, di tutto deve fare incetta.Le infermiere passano e ripassano, non disturbano,passano come i gabbiani verso terra nelle loro cuffie bianche,facendo cose con le mani, uguali l'una all'altra,così che è impossibile dire quante siano.Il mio corpo è un sasso per loro, vi si apprestano come l'acquaai sassi sui quali deve scorrere, levigandoli garbata.Mi danno il torpore con i loro aghi luccicanti, mi danno il sonno.Adesso ho perduto me stessa sono stanca di bagagli -la mia borsa di pelle come un nero portapillole,mio marito e il bambino sorridono nella foto di famiglia;i loro sorrisi mi agganciano la pelle, piccoli ami sorridenti.Ho gettato cose in mare, io cargo di trent'annitenacemente attaccata al mio nome e indirizzo.Hanno strofinato via tutti i miei affetti.Impaurita e denudata sulla plastica verde della barellaho guardato la mia teiera, il comò della biancheria, i miei libriaffondare lontani, e l'acqua arrivarmi sopra la testa.Sono una suora adesso, mai stata così pura.Non volevo fiori, volevo soltantosdraiarmi a palme in su completamente vuota.Come si sia liberi, non avete idea quanto liberi -la pace è così grande che abbaglia,non chiede nulla, un'etichetta col nome, qualche bazzecola.Con questa, alla fine, chiudono i morti; li immaginomasticarsela come un'ostia da Comunione.I tulipani sono troppo rossi in primo luogo, mi feriscono.Anche attraverso la carta da regalo li sentivo respirarepiano, attraverso la bianca fasciatura, come un bimbo mostruoso.Rossastri parlano alla mia ferita, le rispondono.Sono traditori: sembrano ondeggiare, anche se mi tirano giù,scompigliandomi con le loro lingue inattese e il colore,una dozzina di rossi piombi intorno al mio collo.Prima nessuno mi sorvegliava, adesso sono sorvegliata.I tulipani si voltano verso di me, e la finestra dietrodove quotidianamente la luce si allarga e si assottiglia,io mi vedo, piatta, ridicola, ombra di carta ritagliatafra l'occhio del sole e gli occhi dei tulipani,non ho faccia, ho voluto cancellarmi.I vividi tulipani consumano il mio ossigeno.Prima che arrivassero l'aria era abbastanza calma,pulsava, respiro dopo respiro, senza scompiglio.Poi i tulipani l'hanno riempita di un gran rumore.Ora l'aria spinge e gli vortica attorno come un fiumespinge e vortica attorno a una macchina rosso-ruggine affondata.Concentrano la mia attenzione, che era felicegiocando e riposando senza impegnarsi.Anche i muri sembrano riscaldarsi tra loro.I tulipani dovrebbero stare dietro le sbarre come bestie pericolose;si aprono come la bocca di un grosso felino africano,ed io mi accorgo del mio cuore: apre e chiudela sua ampolla di rossi boccioli per vero amor mio.L'acqua che assaggio è calda e salata come il mare,e viene da un paese lontano come la salute.
#Frasi sui sassi#Frasi sull'ossigeno#Frasi sulla ruggine#Frasi sulle bestie
Di Sylvia Plath
Ma preferirei essere orizzontale.Non sono un albero con radici nel suolosucchiante minerali e amore maternocosì da poter brillare di foglie a ogni marzo,né sono la beltà di un'aiuolaultradipinta che susciti grida di meraviglia,senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.Confronto a me, un albero è immortalee la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa:dell'uno la lunga vita, dell'altra mi manca l'audacia.Stasera, all'infinitesimo lume delle stelle,alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.A volte io penso che mentre dormoforse assomiglio a loro nel modo più perfetto -con i miei pensieri andati in nebbia.Stare sdraiata è per me più naturale.Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.
#Frasi sull'audacia#Frasi sulla maternità#Frasi sulle radici
Di Sylvia Plath