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Ogni giorno al fianco di 1.800.000 Donne

Philip K. Dick

Arthur Pitt avvertì la presenza della folla non appena fu uscito dall'ufficio del Gruppo e si accinse ad attraversare la strada. Giunto all'angolo, dove era posteggiata la sua macchina, si fermò ad accendere una sigaretta. Mentre apriva la portiera esaminò l'assembramento, tenendo saldamente la borsa. Erano in tutto una sessantina di persone, piccola gente, operai e impiegati, meccanici e camionisti, contadini, massaie, e un droghiere in grembiule bianco.
#Frasi sulle droghe
Giovedì mattina, il 5 giugno 1952, giunse caldo e luminoso. La luce umida del sole bagnava i negozi e le strade. Scintillante sui prati, la fredda brina notturna si trasformava in vapore e risaliva verso il cielo azzurrissimo. Era il cielo del primo mattino; ben presto si sarebbe riscaldato e ingrigito. Una soffocante nebbiolina bianca sarebbe risalita dalla baia e avrebbe aleggiato opaca sul mondo. Ma erano solo le otto e trenta; il cielo aveva ancora due ore da vivere.
#Frasi sul grigio#Frasi sul vapore
Di Philip K. Dick
Quando entrò nell'appartamento, fu investito da un fracasso assordante e da colori abbaglianti. L'improvvisa cacofonia prodotta da quel gran numero di persone lo stordì. Consapevole dell'accavallarsi di forme, suoni, odori, indistinte macchie tridimensionali, ma sforzandosi di scorgere qualcosa attraverso quella confusione, si arrestò sulla soglia. Con uno sforzo di volontà riuscì in qualche modo a snebbiare l'immagine, e quell'agitarsi frenetico e privo di significato si trasformò lentamente in un quadro di movimenti quasi ordinati.
#Frasi sulla confusione
Di Philip K. Dick
Era notte inoltrata quando l'agente Joseph Tinbane, passando con la sua aerovettura di pattuglia nei pressi di un cimitero estremamente piccolo e fuori mano, udì dei suoni lamentosi e ben noti. Una voce. Salì subito di quota superando gli appuntiti pali di ferro del malandato recinto del cimitero, discese all'estremità opposta, e si mise in ascolto. La voce, soffocata e debole, diceva: "Sono la signora Tilly M. Benton, e voglio uscire. C'è nessuno che mi sente?". L'agente Tinbane puntò i fari. La voce proveniva da sotto l'erba. Come aveva supposto, la signora Tilly M. Benton era sottoterra. Impugnò il microfono della radio di bordo e disse: "Sono al cimitero Forest Knolls (mi pare che si chiami così) e ho qui un 1206. Sarà meglio inviare un'ambulanza con una squadra di scavo: dal tono della voce, mi pare un caso urgente".
Di Philip K. Dick
Il primo pensiero che Anderton ebbe quando vide il giovane fu: Sto diventando calvo. Calvo, grasso e vecchio. Ma non l'espresse a voce. Invece spinse indietro la poltrona, si alzò in piedi e, protendendo rigidamente la mano destra, girò intorno alla scrivania e andò incontro al nuovo venuto. Gli strinse la mano, sorridendo con forzata cordialità. "Witwer?" domandò, sforzandosi di pronunciare bene quel buffo nome. "Precisamente," rispose il giovane. "Ma lei può chiamarmi Ed, naturalmente. Cioè, se condivide la mia scarsa simpatia per i formalismi inutili." Un'occhiata alla sua faccia chiara, eccessivamente fiduciosa, gli fece capire che l'altro considerava la questione già risolta. Ed e John avrebbero collaborato fin dall'inizio nel modo più proficuo.
Di Philip K. Dick