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Ogni giorno al fianco di 1.800.000 Donne

Michail Bulgakov

Grande fu, e terribile, l'anno 1918 dopo la nascita di Cristo, il secondo dall'inizio della rivoluzione. Fu ricco di sole in estate, ricco di neve in inverno, e due stelle stettero particolarmente alte nel cielo: la vespertina Venere, stella dei pastori, e il rosso, fremente Marte.Ma come frecce, negli anni di pace e negli anni di sangue, volavano i giorni, e i giovani Turbin non si erano accorti che nell'intenso gelo già era giunto il bianco, arruffato dicembre. Oh, Babbo nostro Natale presso l'abete, splendente di neve e di felicità! E tu, mamma, regina di luce, dove sei?
Di Michail Bulgakov
Nell'ora di un caldo tramonto di primavera agli stagni Patriaršie fecero la loro comparsa due cittadini. Il primo, sui quarant'anni, indossava un completo estivo tendente al grigio, era basso di statura, scuro di capelli, ben pasciuto, stempiato, teneva in mano una dignitosa lobbietta e aveva il volto accuratamente rasato e sormontato da un paio di occhiali dalle dimensioni addirittura sovrannaturali, con una montatura di corno nero. Il secondo, un giovinotto dalle spalle larghe, fulvastro, tutto arruffato e con un berretto a quadretti spinto all'indietro sulla nuca, indossava una camicia da cow-boy, pantaloni bianchi tutti spiegazzati e un paio di scarpette leggere, nere.Il primo altri non era che Michail Aleksandrovič Berlioz, il direttore di una grossa rivista letteraria e presidente di una delle massime associazioni letterarie di Mosca, nota con la sigla MASSOLIT, mentre il suo giovane compagno era il poeta Ivan Nikolaevič Ponyrëv, in arte Bezdomnyj.
#Frasi sugli occhiali
Di Michail Bulgakov
U-u-u-u-u-u-hu-hu-huu!... guardatemi, muoio. E il mio ululato si confonde con quello della tormenta che così, attraverso il portone, mi canta la sua messa da morto. È finita per me, proprio finita. Un individuo schifoso, con quel suo lurido berretto, il cuoco della mensa per l'alimentazione normale degli impiegati del Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale, si è preso il gusto di sbattermi addosso una pentola d'acqua bollente e mi ha mandato in malora il fianco sinistro. Brutta carogna! E sì ch'è un proletario!... Santissimo Iddio, che male mi fa! Quell'acqua diabolica m'ha lessato la carne fino all'osso, e ho un bell'ululare, tanto non serve a nulla!
Di Michail Bulgakov
Tutto passa. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, e le stelle invece rimarranno, quando anche le ombre dei nostri corpi e delle nostre azioni più non saranno sulla terra. Le stelle rimarranno allo stesso modo immutabili, allo stesso modo scintillanti e meravigliose. Non esiste uomo sulla terra che non lo sappia. Perché allora non vogliamo la pace? Perché non vogliamo rivolgere il nostro sguardo alle stelle? Perché?
#Frasi sulla fame#Frasi sulle scintille
Di Michail Bulgakov