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Isaac Bashevis Singer

[Il vecchio] Al principio della Grande Guerra, Chaim Sachar di via Krochmalna a Varsavia era un uomo ricco. Dopo aver messo da parte qualche migliaio di rubli per la dote di ognuna delle figlie, si preparava a prendere in affitto un appartamento abbastanza grande per sistemarvi anche un genero che studiava la Torá.Doveva esserci anche una camera per il padre di Chaim Sachar, il novantenne Reb Moshe, seguace del Rebbe di Turiak, che da qualche tempo era venuto ad abitare dal figlio a Varsavia.
#Frasi sui seguaci
Lo chiamavano tutti Chaim il fabbro, ma in realtà era ciò che qui in America si definisce idraulico. Riparava tubazioni dell'acqua e in particolare scarichi intasati del gabinetto, problema frequente nella nostra vita.Chaim era un uomo di media statura, forte e di spalle larghe, con una faccia bruna come il bronzo e una barba dello stesso colore. I suoi abiti sembravano spolverati di ruggine. Sebbene ancora giovane, aveva in viso le rughe e le grinze del faticatore che non si risparmia. Estate e inverno portava giacchetta corta e stivali alti. Aveva sempre con sé tubi, martelli, lime, pinze e questo o quel pezzo di ferro. Persino la sua voce aveva una sonorità metallica. Di shabbath Chaim il fabbro pregava a casa nostra e consumava il Terzo Pasto con noi. A volte, bevendo un bel bicchierone di acquavite, mi stringeva la mano. La sua era dura come il ferro.
#Frasi sui martelli#Frasi sulla ruggine
Di Isaac Bashevis Singer
Non avevo mai sentito parlare di lui prima di allora, tuttavia, in una lunga lettera che mi scrisse da Rio de Janeiro, mi si presentò come uno scrittore yddish che si era «perso e impantanato nel deserto bollente del Brasile». Si chiamava Paltiel Gerstendrescher. Alcuni mesi dopo la lettera, arrivò uno dei suoi libri. Era pubblicato dalle Myself Publications, stampato su carta grigia e legato in una copertina arricciata sui lati a causa del lungo periodo di tempo passato negli uffici postali. Era un misto di autobiografismo e riflessioni su Dio, il mondo, l'uomo e la mancanza di fini della creazione, scritto in uno stile ampolloso e in frasi di lunghezza insolita. Era zeppo di errori di stampa e aveva diverse pagine fuori posto. Si intitolava La confessione di un agnostico.
#Frasi sul deserto#Frasi sulle biografie
Di Isaac Bashevis Singer
Due guerre mondiali erano forse prodotto della logica? Il genere umano si dibatteva in paludi di assurdo, tenebra, mistero, magia, eppure continuava a parlare di senno. Era una follia in sé. La fiduciosa lucidità dei contemporanei era una pericolosa illusione. Nel Medioevo si era più vicini alla verità di adesso. Allora se non altro si sapeva che agivano poteri sinistri. Li si chiamava persino per nome: Satana, Lucifero, Belial. La gente moderna era resa folle dalla ragione. Una banda di intellettuali aveva portato il gnere umano sul limite dell'abisso.
#Frasi sulle tenebre
Di Isaac Bashevis Singer