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Ogni giorno al fianco di 1.800.000 Donne

Giorgio Bassani

Il tempo ha cominciato a diradarli, eppure non si può ancora dire che siano pochi, a Ferrara, quelli che ricordano il dottor Fadigati (Athos Fadigati, sicuro – rievocano –, l'otorinolaringoiatra che aveva studio e casa in via Gorgadello, a due passi da piazza delle Erbe, e che è finito così male, poveruomo, così tragicamente, proprio lui che da giovane, quando venne a stabilirsi nella nostra città dalla nativa Venezia, era parso destinato alla più regolare, più tranquilla, e per ciò stesso più invidiabile delle carriere...). Fu nel '19, subito dopo l'altra guerra. Per ragioni di età, io che scrivo non ho da offrire che una immagine piuttosto vaga e confusa dell'epoca.
Eccetto che da allora, dopo il processo, essendogli venuta la mania del cannocchiale, passava le giornate così, sorvegliando il marciapiede di fronte, ridacchiando e borbottando tra sé: senza più chiamarla di sopra, come usava una volta, per farle vedere come era bravo a risolvere i cruciverba e i rebus a frase. Era diventato pazzo? Poteva darsi, con la malattia che aveva. Ma d'altra parte: come era mai possibile continuare a viverci insieme, senza che a poco a poco, anche lei, finisse con l'impazzire? [Explicit]
#Frasi sulle manie
Di Giorgio Bassani
Sul momento si può anche non accorgersene. Ma basta che uno sieda qualche minuto a un tavolino all'aperto del Caffè della Borsa, in Corso Roma, con davanti la rupe a picco, di un rosso quasi dolomitico, della Torre dell'Orologio, e poco più a destra la terrazza merlata dell'Aranciera, perché la cosa salti subito all'occhio. Giorno o notte che sia, difatti, estate o inverno; che piova o no: la gente se deve passare per di lì, è difficile che non preferisca infilarsi sotto il basso portichetto dove si annidano in penombra i locali contigui del Caffè della Borsa e dell'antica farmacia Barilari, anziché tenersi dalla parte opposta, al marciapiede che segue in linea retta la Fossa del Castello.
#Frasi sui farmaci e sulle farmacie
Di Giorgio Bassani
Erano stati due schiaffi che, dopo qualche momento di muto stupore, avevano risposto fulminei alle domande insistenti, se pure cortesi, di Lionello Scocca. Ma a quelle domande avrebbe potuto anche rispondere un urlo furibondo, disumano: così alto che tutta la città, per quanta ancora se ne accoglieva oltre l'intatta, ingannevole quinta di via Mazzini fino alle lontane Mura sbrecciate, l'avrebbe udito con orrore. [Explicit]
#Frasi sui fulmini#Frasi sull'orrore#Frasi sullo stupore
Di Giorgio Bassani