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Ogni giorno al fianco di 1.800.000 Donne

Francesco Petrarca

Chiare, fresche et dolci acqueove le belle membrapose colei che sola a me par donna;gentil ramo, ove piacque,(con sospir mi rimembra)a lei di fare al bel fianco colonna;erba e fior che la gonnaleggiadra ricoverse con l'angelico seno;aere sacro serenoove Amor cò begli occhi il cor m'aperse:date udienza insiemea le dolenti mie parole estreme.S'egli è pur mio destino,e ‘l cielo in ciò s'adopra,ch'Amor quest'occhi lagrimando chiuda,qualche grazia il meschinocorpo fra voi ricopra,e torni l'alma al proprio albergo ignuda;la morte fia men crudase questa spene portoa quel dubbioso passo,chè lo spirito lassonon poria mai più riposato portoné in più tranquilla fossafuggir la carne travagliata e l'ossa.Tempo verrà ancor forsech'a l'usato soggiornotorni la fera bella e mansueta,e là ‘v'ella mi scorsenel benedetto giorno,volga la vista disiosa e lieta,cercandomi; ed o pietà!Già terra infra le pietrevedendo, Amor l'inspiriin guisa che sospirisì dolcemente che mercè m'impetre,e faccia forza al cieloasciugandosi gli occhi col bel velo.Dà bè rami scendea,(dolce ne la memoria)una pioggia di fior sovra ‘l suo grembo;ed ella si sedeaumile in tanta gloria,coverta già de l'amoroso nembo;qual fior cadea sul lembo,qual su le treccie bionde,ch'oro forbito e perleeran quel dì a vederle;qual si posava in terra e qual su l'onde,qual con un vago erroregirando perea dir: “Qui regna Amore”.Quante volte diss'ioallor pien di spavento:“Costei per fermo nacque in paradiso! “.Così carco d'oblioil divin portamentoe ‘l volto e le parole e'l dolce risom'aveano, e sì divisoda l'imagine vera,ch'ì dicea sospirando:“Qui come venn'io o quando?”credendo esser in ciel, non là dov'era.Da indi in qua mi piacequest'erba sì ch'altrove non ò pace.Se tu avessi ornamenti quant'ai voglia,poresti arditamenteuscir del bosco e gir infra la gente.
[su Richard de Bury] ... uomo di vivace ingegno, esperto abbastanza di lettere [...] che fin dai primi anni fu delle riposte cose curiosissimo indagatore... Ed egli [quando gli chiesi notizie dell'isola di Tile] o che sperasse potermi mantener la promessa, o che vergognasse di confessare la propria ignoranza [...], o che per avventura (né vorrei crederlo) sentisse invidia dell'aprirmi questo segreto, risposemi che avrebbe sciolto il mio dubbio quando fosse tornato alla sua patria ed ivi avesse potuto consultare i suoi libri, de' quali aveva copia tragrande.
#Frasi sul dubbio#Frasi sull'ignoranza#Frasi sull'ingegno#Frasi sull'invidia
Di Francesco Petrarca