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Eschilo

Tra tutti gli dei, per prima, devo pregare | la prima delle veggenti, la Terra: e poi Temi | che per seconda fu sul seggio della madre profeta, | come dice la storia sacra. La terza | fu un'altra figlia della Terra, Febe | che prese il posto di Temi senza violenza: | nel giorno gioioso del suo genetliaco | Febe ne fece dono a Febo, ch'ebbe, da lei, | il nome. Abbandonando Delo e le sue scogliere, | egli venne qui, alle tranquille rive ateniesi, | e prese possesso, qui, di questa sede.
Avanti ogni altro dio onoro in questa preghiera | Gea, la prima profetessa; Temide dopo di lei, | che seconda s'istallò in questa sede profetica | già di sua madre, come si narra. E terza | vi ascese per suo volere, non per violenza d'alcuno, | un'altra tirannide, Febe, figlia della Terra; | e questa la consegnò quale dono di genetliaco | a Febo, che appunto da Febe derivò tale nome. | Egli dunque, lasciato il lago e le rocce di Delo, | approdò alle rive di Pallade aperte alle navi | e raggiunse questa terra e la sede del Parnaso.
#Frasi sui laghi#Frasi sulla preghiera
Di Eschilo
Prima con questa prece onoro Gea | che profetessa fu prima: indi Temide | che seconda ebbe sede in questo oracolo, | dopo sua madre, com'è fama; e terza, | né già per forza, ma piacendo a Temide, | vi salì Febe, prole dei Titani, | figliuola anch'essa della terra; e dono | natale a Febo ella ne fece, e il nome | serba ancora dell'ava. E il Dio, lasciate | le scogliere di Delo e la palude, | alle acclivi approdò spiagge di Pallade | e a questo suolo, ed al Parnaso giunse.
#Frasi sulla spiaggia
Di Eschilo
Dio dell'Inferno, guarda mio padre ucciso: | sii il mio custode, la mia salvezza, | nell'ora in cui ritorno alla mia terra, | Qui, sul tumulo della tomba di mio padre, | io mi rivolgo a te, Dio, e tu ascoltami. | (Si strappa una ciocca di capelli e la depone sulla tomba) | Una ciocca di capelli ho dedicato al Dio | che m'ha allevato: e questa a te, Dio di dolore. | Io, padre mio, su te non ho cantato il canto | dei morti, non ti ho dato l'ultimo addio, | quando ti hanno trasportato fuori dalla casa.
#Frasi sulla salvezza
Di Eschilo
Aiuto, aiuto! | di nuovo l'angoscia divina in me | fa vorticare la sua tempesta di voci! | Guardate questi ragazzi seduti | davanti al palazzo, ombre di sogno: | sì, sono i figli massacrati dai parenti, | le mani colme di carne, portano in pasto | le loro interiora, le loro viscere, | a un padre che se le porta alla bocca... | Ve lo dico: c'è uno di cui qualcuno vuole | la vendetta, un leone – ma un leone pavido, | nella casa, accucciato sul letto, che aspetta | che ritorni il padrone: padrone anche mio, | se mi trascina nelle catene della schiava. | E il capo della flotta, il distruttore di Troia, | non sa cosa l'atroce cagna, la cui voce | non fa che ridire una gioia ch'è morte, | gli prepara in nome delle vecchie colpe. | È dannata. Femmina assassina del maschio, | solo qualche mostro – Scilla, con le sue | due teste, terrore dei naviganti – forse | potrebbe prestarle il nome che si merita, | madre infuriata, uscita dall'inferno, in guerra | contro tutti i suoi! Ah, il grido di trionfo, | ch'essa ha lanciato, come sul nemico morto! | E doveva essere gioia per un felice ritorno! | Che mi crediate o non mi crediate, che importa? | Tutto si compirà. E tu, pieno di dolore, | vedrai che ho detto soltanto la verità.
#Frasi sui leoni#Frasi sui massacri#Frasi sul trionfo#Frasi sull'angoscia#Frasi sulla femmina
Di Eschilo