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Edoardo Mangiarotti

Ero allo Stadio quando Owens vinse il lungo, battendo il tedesco Luz Long. Per gli olimpionici c’era un’area proprio sotto i gerarchi: Hitler, Hesse, Goering... Ricordo come fosse ora che, quando Owens vinse, il Fuhrer imprecò: 'Schwein!', 'Maiale!'. Si alzò e lasciò lo stadio. Considerava i neri una razza inferiore. Owens e Long erano amici. Owens era un uomo buono. Era anche amico degli italiani: era sempre da noi al Villaggio. Andavamo insieme nella sala di ritrovo a vedere le gare. C’era già la tv via cavo.
Il Coni mi aveva premiato con la qualifica di 'campione eccelso'. Aldo Nadi, che viveva a Los Angeles, era stato premiato con la medaglia d’oro, la rimandò con una secca lettera di protesta per la mia qualifica. Sosteneva che spettava al fratello, morto nel 1940. Ci fu un botta e risposta sui giornali. Poi, un giorno, Ciro Verratti, olimpionico e giornalista, venne a dirmi: 'Nadi ti sfida a duello'. Duello alla pistola in un’isola delle Antille. Diedi a Verratti la mia risposta: 'Edoardo Mangiarotti non ha mai praticato il tiro al piccione'.
Di Edoardo Mangiarotti